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La regola primitiva

48: Delle dicerie


48. Per monito divino, vi comandiamo di evitare una grave piaga: invidia, dicerie, livori e maldicenze. Ognuno si attenga con zelo alle parole dell’apostolo: Ne sis criminator et susurro in populo. Ovvero. «non vi siano accuse o malignità in mezzo al popolo di Dio». Piuttosto, quando un fratello sa per certo che un compagno ha peccato, lo riprenda in privato e con pietà fraterna, ma se quello non gli da retta, ne convochi un terzo, e se colui che ha peccato disdegna entrambi, allora lo si riprenda pubblicamente dinnanzi all’intero capitolo. Terribile è la cecità di chi denigra gli altri e grande è l’afflizione di quanti non esitano a nutrire invidia l’un con l’altro, poiché a causa di ciò saranno inghiottiti dall’antica empietà del diavolo.

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