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Come si deve ordinare e ammettere un fratello nel Tempio

657 – 686: Come si entra nell’Ordine – Come si deve ordinare e ammettere un fratello nel Tempio


657. <<Signori, amati fratelli, vedete che la maggioranza è disposta ad accogliere questo nuovo fratello: se vi è fra di voi qualcuno che sappia di lui qualcosa per cui non possa diventare un fratello, si faccia avanti e lo dica; poiché è meglio che lo dica prima e non dopo che è davanti a noi>>. E se nessuno dice alcunché , il postulante viene convocato e fatto accomodare in una camera posta nei pressi del capitolo; e vengono mandati da lui due o tre anziani della casa, esperti nel porre le giuste domande.
658. I quali, giunti in sua presenza, gli dicono: <<Fratello, chiedete dunque di entrare a fare parte della compagnia della casa?>> E se risponde di si, devono informarlo delle grandi sofferenze cui va incontro, e illustrargli le caritatevole norme e l’austera vita della casa. E se si dichiara disposto a tutto sopportare per amore di Dio, e afferma di voler diventare per sempre servo e schiavo della casa, fino all’ultimo giorno della sua vita, gli devono chiedere se ha una donna come moglie o promessa sposa; se ha preso i voti o è vincolato da un altro Ordine; se ha contratto, con un laico, un debito che non è in grado di pagare; se gode di buona salute e non cela infermità nascoste; infine se è servo di un altro uomo.
659. E se egli afferma di essere effettivamente libero da tali vincoli, i fratelli fanno ritorno nella sala del capitolo e si rivolgono al maestro o a chi ne fa le veci: <<Signore, abbiamo parlato con il gentiluomo che attende qui fuori, e gli abbiamo illustrato, per quanto abbiamo potuto e per quanto sono a noi note, le dure condizioni della casa. Ed egli dice di volersi fare servo e schiavo della casa, e di essere libero da ogni vincolo, sicché nulla gli impedisce di diventare nostro fratello, se piace a Dio, a voi e ai fratelli>>.
660. E il maestro deve chiedere ancora una volta se c’è qualcuno che abbia qualcosa da obiettare, ed esortarlo a parlare senza indugio. E se nessuno prende la parola deve dire: <<In nome di Dio, volete dunque che lo faccia venire?>> E i gentiluomini gli risponderanno: <<In nome di Dio, fatelo venire>>. Allora quelli che lo hanno interrogato tornano dal postulante e gli chiedono: <<Siete rimasto fermo nella vostra richiesta?>>. E se dice di si gli indicano il modo in cui deve richiedere di far parte della casa. Cioè che dovrà entrare nel capitolo, inginocchiarsi dinanzi a colui che lo presiede, e dire a mani giunte: <<Signore, sono venuto davanti a Dio e davanti a voi ed ai fratelli, per chiedervi e implorarvi, per amore di Dio e di Nostra Signora, di concedermi la vostra compagnia e il benefici della casa, poiché desidero farmi, per sempre, servo e schiavo della casa>>.
661. E coli che tiene capitolo deve dire: <<Mio buon fratello chiedete una cosa molto grande, poiché del nostro ordine non scorgete che l’apparenza. Vedete nei cavalli e splendenti armature, cibi squisiti e buoni vini, e vesti eleganti, e allora pensate che con noi starete assai bene. Ma ignorate gli aspri comandamenti che si nascondono dietro tutto ciò: poiché sarà penoso per voi, che siete padrone di voi stesso, farvi sevo degli altri. E d’ora in avanti sarà arduo per voi fare ciò che desiderate: poiché se volete restare di qua del mare, sarete inviato di là; e se desiderate stare ad Acri verrete mandato nella terra di Tripoli o d’Antiochia, o in Armenia; e anche nell’Apulia, in Sicilia o in Lombardia, o in Francia, in Borgogna o in Inghilterra o in una delle numerose terre dove abbiamo commende e possedimenti. E se desiderate dormire dovrete vegliare; e se qualche volta vorrete vegliare vi verrà ingiunto di andare a riposare nel vostro letto>>.
662. E se è un sergente e desidera essere accolto fra i fratelli del convento, gli si potrà ordinare si svolgere una delle mansioni più unili della casa, nel forno o presso il mulino, o in cucina, o nella stalla dei cammelli, o nel porcile, o quant’altro. – E <<non di rado vi saranno dati aspri ordini: mentre siete a tavola a mangiare, uno vi potrà ordinare di andare dove più gli aggrada, e voi non saprete dove. E dovrete sopportare molte parole di rimprovero che sovente vi verranno rivolte. Dunque considerate, mio buono e gentile fratello, se sarete in grado di tollerare condizioni tanto dure>>.
663. E se egli dice: <<Si, saprò sopportarle tutte, se a Dio piace>>, il maestro o chi ne fa le veci prosegue: <<Mio buon fratello, non volete chiedere la compagnia della casa per ottenere possedimenti o ricchezze, né per avere agi e onori. Bensì dovete chiederla per tre ragioni: l’una, per mettere da parte e lasciarvi dietro le spalle i peccati del mondo; l’altra per compiere l’opera di Nostro Signore; la terza, per essere povero e fare penitenza in questo mondo, ovvero per la salvezza della vostra anima; tale pensiero deve ispirare la vostra richiesta>>.
664. Quindi deve chiedergli: <<Volete essere, d’ora in avanti e per tutti i giorni della vostra vita, sevo e schiavo della casa?>> E il fratello risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>. <<E sete disposto a rinunciare alla vostra volontà per il resto della vita per fare quanto vi viene ordinato dai vostri superiori?>> E il fratello gli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
665. E il maestro dirà: <<Ora uscite e pregate Nostro Signore affinché vi illumini>>. E dopo che è uscito colui che tiene capitolo si rivolgerà a fratelli dicendo: <<Signori, avete veduto con quanto ardore questo uomo onorato desideri entrare nella nostra compagnia: egli afferma di volersi fare, d’ora in avanti e per il resto della vita, servo e schiavo della casa; e vi ho già pregato, se qualcuno fra voi fosse a conoscenza di qualche impedimento, di dirlo senza indugio, perché dopo la sua ordinazione non sarà creduto>>.
666. E se nessuno prende la parola, il maestro dice: << Volete dunque che lo faccia venire in nome di Dio?>> Al che uno dei dignitari della casa risponde: <<Fatelo entrare in nome di Dio>>. Quindi uno di quelli che lo avevano interrogato va da lui e gli rammenta ancora una volta in che modo dovrà chiedere di essere ammesso nella compagnia della casa.
667. Ed egli dovrà inginocchiarsi dinanzi al capitolo, e giungere le mani e dire: <<Signore, sono venuto davanti a Dio e davanti a voi e davanti ai fratelli, per chiedervi e implorarvi, per amore di Dio e di Nostra Signora, di concedermi la vostra compagnia e i benefici spirituali e temporali della casa, poiché desidero farmi servo e schiavo della casa per il resto dei miei giorni>>. E colui che tiene capitolo gli domanderà: <<Siete ben sicuro, mio buon fratello, di voler diventare servo e schiavo dell’Ordine e di voler rinunciare alla vostra volontà per sottomettervi a quella altrui? Siete dunque disposto a sopportare le dure condizioni che regnano nella casa e ad eseguire tutti gli ordini che vi saranno impartiti?>> Ed egli deve rispondere: <<Si signore, se a Dio piace>>.
668. Allora colui che tiene capitolo si alza e dice: <<Signori, alzatevi e pregate Nostro Signore e la Vergine Maria per il suo bene>>. E ognuno dei presenti deve recitare un paternoster, dopodiché il cappellano deve dire la preghiera dello Spirito Santo. Quindi colui che tiene capitolo prende i Vangeli e li apre dinanzi al postulante, ed egli li prende fra le sue mani e si inginocchia. E colui che tiene capitolo gli deve dire: <<Mio buon fratello, i gentiluomini che vi hanno interrogato vi hanno chiesto molte cose, ma qualunque cosa abbiate detto, a loro e a noi, saranno tutte parole vane e oziose, e non potranno arrecare grave danno né a voi né a noi. Ma davanti alle sacre parole di Nostro Signore, dovrete dire la verità su quanto vi verrà chiesto, poiché se mentirete sarete uno spergiuro e potreste perdere la casa, dal che Dio vi salvi>>.
669. <<Vi chiediamo, in primo luogo, se avete una donna, come moglie o promessa sposa, che possa vantare diritti su di voi secondo le legge della Santa Chiesa; poiché se mentite a tal proposito e domani, o in seguito, ella si presenta davanti a noi ed è in grado di dimostrare che siete suo marito, e vi reclama secondo il diritto della Santa Chiesa, l’abito vi verrà tolto e verrete posto in catene, e andrete a lavorare con gli schiavi. E quando sarete stato a sufficienza coperto d’infamia, verrete restituito alla donna, e sarete espulso per sempre dalla casa>>.
670. <<La seconda cosa è se siete stato in un altro ordine, prendendone i voti o vincolandovi in qualunque modo ad esso, poiché se lo avete fatto e quell’ordine vi reclama come suo fratello, l’abito vi verrà tolto e sarete restituito a quell’ordine, ma prima sarete coperto d’infamia e avrete perso per sempre la compagnia della casa>>.
671. La terza è se avete contratto un debito con un uomo laico, che né voi né i vostri amici siate in grado di pagare, senza ricorrere alle risorse della casa; l’abito vi sarà tolto e sarete restituito al vostro creditore, e la casa non avrà alcun obbligo nei vostri confronti, né nei confronti del vostro creditore>>.
672. <<La quarta è se siete in buona salute e se non avete infermità nascoste; poiché se risulta che ne siete stato affetto quando eravate nel mondo, prima di diventare nostro fratello, potreste perdere la casa, dal che Dio vi salvi>>.
673. <<L quinta è se avete promesso o dato a un uomo laico, o un fratello del Tempio, o a chiunque altro, oro, argento o quant’altro affinché vi aiutasse a entrare nell’ordine, poiché si tratterebbe di simonia, e non ci sarebbe salvezza per voi nella casa: infatti se la vostra colpevolezza fosse provata perdereste la compagnia della casa.>>
<<E se foste servo di un uomo, ed egli vi reclamasse, sareste restituito a lui ed espulso dalla casa>>. Ma se il postulante è un cavaliere, quest’ultima domanda non gli verrà posta, ma si chiederà se è figlio di un cavaliere e di una dama, se suo padre discende da cavalieri e se è nato da un’unione legittima.
674. dopodiché, se il postulante è sergente o cavaliere, gli si chiederà se è prete, o diacono, o sotto-diacono, poiché se lo è ma non lo ha detto può perdere la casa. E se è sergente gli si chiederà se è cavaliere. E, sia egli sergente o cavaliere, gli si chiederà se è scomunicato.
Quindi colui che tiene capitolo interpellerà i gentiluomini della casa per vedere se hanno da porre alte domande, e se non le hanno, proseguirà: <<Mio buon fratello, badate di aver risposto in modo veritiero a quanto vi abbiamo chiesto, poiché se ci avete mentito in qualcosa, potrete essere espulso dalla casa, dal che Dio vi salvi>>.
675. <<Ora, mio buon fratello, ascoltate bene ciò che ci diremo: promettete a Dio e a Nostra Signora che da questo momento e per il resto dei vostri giorni obbedirete al maestro del Tempio  e ad ogni vostro superiore?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
<<Promettete a Dio e alla Vergine Maria che d’ora in avanti e per i resto dei vostri giorni vivrete nella castità?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
<<Promettete a Dio e alla Vergine Maria che vivrete in povertà per il resto dei vostri giorni?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
<<Promettere a Dio e alla Vergine Maria che, per il resto dei vostri giorni, osserverete le buone tradizioni e i buoni costumi della casa, sia quelli in vigore, sia quelli che saranno introdotti dal maestro e dai gentiluomini della casa?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
676. <<Promettete, inoltre, a Dio e alla Vergine Maria di contribuire, per il resto dei vostri giorni, a conquistare, conquistare, con la forza e il potere che Dio vi ha donato, la Terrasanta di Gerusalemme; e di fare quanto è in vostro potere per proteggere e salvare quella che è in mano cristiana?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
<<Promettete, inoltre, a Dio e alla Vergine Maria che non lascerete mai quest’ordine per uno più forte o più debole, né per uno migliore o peggiore, a meno che non lo facciate con il consenso del maestro e del convento, i quali hanno l’autorità per concedervelo?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
<<Promettete, inoltre, a Dio e alla Vergine Maria che non verrete mai a trovarvi in un luogo in cui un cristiano venga privato a torto o senza ragione delle sue cose, per vostro ordine o per vostro consiglio?>> Ed egli risponderà: <<Si signore, se a Dio piace>>.
677. <<E noi, n nome di Dio e della Vergine Maria, in nome di San Pietro, e del papa, nostro padre, e di tutti i fratelli del Tempio, vi concediamo i benefici della casa, tanto quelli che le sono stati riconosciuti fin dagli inizi, quanto quelli che le verranno accordati in futuro fino alla sua fine, e il concediamo a voi, a vostro padre e a vostra madre, e a tutti gli appartenenti al vostro lignaggio che vorrete beneficiare. E anche voi concedete a noi benefici che già vi appartengono e quelli che guadagnerete in futuro. E così noi vi promettiamo il pane e l’acqua e la povera veste della casa, e molta pena e tribolazione>>.
678. Quindi colui che tiene capitolo deve prendere il mantello, metterglielo intorno al collo e allacciarglielo. E il fratello cappellano deve intonare il salmo Ecce quam bonum, e recitare la preghiera dello Spirito Santo, e ciascun fratello deve recitare il paternoster. E il maestro farà alzare il nuovo fratello e lo bacerà sulla bocca; e anche il cappellano deve baciarlo, secondo l’usanza della casa.
E. dopo averlo fatto sedere dinanzi a sé, colui che l’ha ordinato frate deve dirgli: <<Mio buon fratello, il Signore ha esaudito il vostro desiderio e vi ha posto nella bella compagnia della Cavalleria del Tempio; pertanto dovete evitare ad ogni costo di fare qualcosa che ve la faccia perdere, dal che Dio vi guardi. Ora vi diremo alcune delle cose che rammentiamo circa le mancanze che conducono alla perdita della casa e dell’abito>>.
679. <<Mio buon fratello, avete appena sentito le cose per cui potreste essere espulso dalla casa, o perdere l’abito, ma non tutte: imparatele dunque e tenetele a mente, se a Dio piace, e chiedete ai fratelli di spiegarvele. Orbene, vi sono altre prescrizioni, e che se le violerete vi sarà inflitta una punizione; non dovrete mai battere un cristiano, né colpirlo, in un moto di rabbia o furore, con il pugno o la pianta del piede, né tirarlo per i capelli, né prenderlo a calci. E se lo colpirete con un pietra o un bastone, o un’arma da taglio, con i quali potreste ucciderlo o ferirlo con un colpo solo, il vostro abito sarà alla mercé dei fratelli, e spetterà loro decidere se togliervelo o meno. E non dovrete mai giurare su Dio o sulla Vergine o sui santi. Né dovrete mai avvalervi dei servigi di una donna, a meno che non cadiate ammalato, o siate stato autorizzato a farlo; e non dovrete mai baciare un donna, foss’anche vostra madre, vostra sorella o un’altra consanguinea, né qualunque altra donna. Né dovrete apostrofare un uomo con parole come avaro, fetente o traditore, né con altre parole spregevoli, poiché le parole spregevoli ci sono vietate, ma dobbiamo praticare bontà e cortesia>>.
680. <<Ora vi diremo come dovrete dormire: d’ora in avanti dormirete in brache e camicia e calze di stoffa, e cinto della cintura piccola; e avrete nel letto tre lenzuoli, uno a sacco con dentro il pagliericcio e altri due; ma al posto di uno di essi, se il guardarobiere è dell’avviso, potete avere una coperta leggera; ma si tratta solo di un favore, non di un diritto. Quanto alla stuoia, potete averla, se qualcuno ve la darà. Dovrete portare solo le vesti che vi verranno assegnate dal guardarobiere, e sarete duramente punito se ne comprerete delle altre>>.
681. <<Ora vi diremo in che modo dovrete venire a tavola e alle funzioni. Dovrete presentarvi ogniqualvolta udrete il suono della campana; quando la campana suona per i pasti, dovrete venire a tavola e aspettare il cappellano e i chierici per la benedizione. Dovrete assicurarvi che vi siano acqua e vino o un’altra bevanda, recitare la benedizione, e quindi sedervi e tagliare il vostro pane. E se siete seduto accanto a un prete, prima di sedervi e tagliare il pane, reciterete un paternoster sottovoce, dopodiché mangerete il pane e quant’altro Dio abbia voluto donarvi, con calma e in silenzio; e non chiederete niente al di fuori del pane e dell’acqua, poiché nient’altro vi è stato promesso; ma se i fratelli mangiano dell’altro, potrete chiedere la vostra parte, con discrezione. Se la carne o il pesce vi sono stati serviti crudi, di sapore cattivo o avariati, potete chiedere che vi siano sostituiti, ma è preferibile che uno dei compagni che mangiano con voi a chiederlo in vostra vece; se ce n’è in abbondanza, vi sarà data un’altra porzione della stessa pietanza, ma se non ce n’è più vi sarà dato qualcos’altro, magari una delle pietanze della servitù, e rimarrete calmo e l’accetterete di buon grado>>.
682. <<Dopo mangiato, vi recherete in chiesa al seguito dei preti, e renderete grazie in silenzio a Nostro Signore, e parlerete solo dopo aver recitato un paternoster e dopo che il cappellano avrà reso grazie. E se non vi è un cappellano, in quel luogo o nelle vicinanze, reciterete ugualmente le preghiere, dopodiché vi metterete al lavoro. E quando la campana suonerà l’ora nona, verrete qui in chiesa: se c’è un prete ascolterete l’ufficio divino, se non c’è reciterete quattordici paternoster, sette per Nostra Signora e sette per il giorno. – E dovete assistere anche ai vespri, ma se non c’è cappellano né chiesa, dovete recitare diciotto paternoster, nove per Nostra Signora e nove per il giorno. Dopodiché potete andare a cena; e quando la campana suona compieta, potrete prendere la colazione e bere acqua o vino, a discrezione del maestro; e se vi viene impartito un ordine dovrete eseguirlo. Quindi se c’è un cappellano assisterete a compieta, e se non c’è direte quattordici paternoster, sette per il giorno e sette per Nostra Signora. – dopodiché potrete coricarvi. E se vorrete dare un ordine alla servitù, potrete farlo, ma sottovoce. E dopo esservi coricato direte un paternoster>>.
683. <<E quando la campana suona mattutino, vi alzerete e assisterete all’ufficio divino, e se non c’è un cappellano direte ventisei paternoster, tredici per Nostra Signora e tredici per il giorno. Quindi reciterete trenta paternoster per i morti e trenta per i vivi, prima di bere o mangiare, ma potrete bere dell’acqua. E non dovete mancare di farlo, a meno che non siate malato, poiché noi preghiamo per i nostri confratelli e le nostre consorelle, per i nostri benefattori e le nostre benefattrici, affinché Nostro Signore conceda loro un buona morte e la grazia del Suo perdono. E dopo aver assistito al mattutino, se c’è un prete (o aver pregato, se non c’è), potrete tornare a coricarvi>>.
684. <<Quando udrete la campana suonare prima, terza e sesta, dovrete assistere all’ufficio divino e se non c’è un cappellano dovrete recitare quattordici paternoster, sette per Nostra Signora e sette per il giorno; altrettanti ne direte per l’ora terza; e altrettanti per l’ora sesta, e li reciterete uno dopo l’altro, prima di mangiare>>.
685. <<E reciterete tutte le preghiere che vi ho detto; ma dovete dire prima le preghiere di Nostra Signora e poi quelle del giorno, poiché il nostro Ordine fu fondato in onore di Nostra Signora; e reciterete le preghiere di Nostra Signora stando in piedi e quelle del giorno da seduti. E se muore un fratello della casa del Tempio in cui dormite, o di cui mangiate il pane, direte conto paternoster per la sua anima, entro i sette giorni successivi, se vi è possibile, li reciterete. E se Dio chiama a se il maestro, direte duecento paternoster, ovunque voi siate, entro i sette giorni. E non dovrete mancare di recitare i paternoster per i defunti, a meno che non siate malato, come vi ho già detto>>.
686. <<Ora vi abbiamo detto le cose che dovete fare e quelle da cui vi dovete guardare, e quelle che comportano l’espulsione dalla casa, e quelle che comportano la perdita dell’abito, e le altre punizioni; ma non vi abbiamo detto tutto ciò che avremmo dovuto, poiché dovrete essere voi a chiederlo. – Che Dio vi faccia sempre parlare ed agire per il bene>>. Amen

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