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Statuti e le istituzioni gerarchiche della casa del Tempio

Questa categoria contiene 22 articoli

198 – 223: Elezione del Gran Maestro


198. Quando il maestro muore, Dio dispone della sua anima; se decede, mentre si trova nel regno di Gerusalemme, il maresciallo, se è presente, prende provvisoriamente il suo posto e tiene capitolo in virtù della carica che ricopre, finché insieme, al convento e a tutti i balivi d’Oriente, non provvede a nominare un gran commendatore che ricopra la carica di maestro. E deve convocare tutti i valorosi del baliato e invitare tutti i prelati del regno e tutti i fedeli al funerale e alla sepoltura. E la cerimonia funebre deve essere celebrata fra una luminaria di candele, e il maestro deve essere sepolto con tutti gli onori. E solo il maestro ha diritto a questa luminaria di candele, in virtù del suo magistero.
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190 – 197: Statuti del fratello infermiere


190. Il fratello infermiere deve avere tanto giudizio da chiedere ai fratelli infermi che non possono mangiare il cibo servito nell’infermeria, e non osano chiedere altro, che tipo di cibo si sentano di mangiare, e i fratelli infermi devono rispondere alle sue domande; ed egli lo deve preparare e servire finché essi non possano mangiare il cibo comune dell’infermeria. Ciò vale soprattutto per i fratelli indeboliti, sofferenti o convalescenti dalla malattia. E coloro che soffrono di febbre quartana possono avere carne tutti i giorni, tranne il venerdì, così come nel periodo di digiuno compreso fra S. Martino e l’Avvento, e tre giorno la settimana durante l’Avvento.
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182 – 189: Del modo di mangiare in convento


182. Il maestro e tutti i fratelli sani e robusti devono mangiare nel refettorio dopo aver ascoltato il benedicite; e ciascun fratello deve dire un paternoster, prima di tagliare il pane e non durante il pasto. E dopo aver mangiato deve rendere grazie a Dio nella chiesa, se è vicina al refettorio, o altrimenti nel refettorio stesso.
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18: Dei fratelli casalieri


181. I fratelli casalieri devono avere due cavalli e uno scudiero e la stessa razione di orzo del maestro; e possono dare quattro denari a ciascun fratello; e possono avere una ventriera per i loro cavalli.

180: Dei fratelli sergenti commendatori delle case


180. I fratelli sergenti, commendatori delle case, devono avere un cavallo e la stessa razione degli altri fratelli del convento; possono dare quattro denari a ciascun fratello e avvalersi di un sergente come scudiero. Se il gonfaloniere lo ritiene opportuno, può assegnare loro uno scudiero.

177 – 179: Statuti del gonfaloniere


177. Il gonfaloniere deve avere due cavalli, una tenda e la stessa razione dei fratelli del convento; e ha diritto a farsi trasportare la tenda dalle bestie da soma; e tutti gli scudieri della casa sono soggetti alla sua autorità, ovunque egli venga a trovarsi; spetta a lui assumerli, ascoltarne il giuramento e comunicare loro le leggi della casa e le colpe per cui possono essere espulsi, messi in catene o frustati; e deve assicurarsi che al termine del servizio vengano pagati. E può riunirli e tenere capitolo ogni volta che lo ritiene opportuno ed è necessario, e punire quelli che hanno trasgredito i suoi ordini, secondo quanto è stabilito dalla casa; e deve assicurarsi che ricevano orzo, paglia e alloggio. I fratelli responsabili del granaio e le sentinelle sono soggetti alla sua autorità e devono avere un cavallo ciascuno.
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173 – 176: Statuti del sotto-maresciallo


173. Il sotto-maresciallo deve avere due cavalli, una tenda e la stessa razione degli altri fratelli; e ha diritto a farsi trasportare la tenda dalle bestie da soma. E spetta a lui distribuire ai fratelli l’equipaggiamento minuto, nonché farlo caricare e ripararlo, se ne dispone; può donare vecchie selle, coperte, botticelle, reti da pesca, lance, spade, cappelli di ferro, vecchie armi turche e balestre, gualdrappe nuove, le quali appartengono al maresciallato, e gualdrappe; e può distribuire l’equipaggiamento minuto, indipendentemente dalla presenza del maresciallo, purché non si tratti di oggetti proibiti dal maresciallo. Il sotto-maresciallo non può distribuire l’equipaggiamento pesante, se non per ordine del maresciallo.
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169 – 172: Statuti del turcopolerio


169. Il fratello turcopolerio deve avere quattro cavalli e un turcomanno in luogo di un mulo; una piccola tenda e le stesse razioni degli altri fratelli; e ha diritto a farsi trasportare l’orzo, la tenda e il caldaio dalle bestie da soma. E se quando viene dato l’allarme si trova nei suoi alloggiamenti o all’interno dell’accampamento, non deve allontanarsi senza permesso, ma deve attendere istruzioni dal maresciallo. E non deve andare di persona, ma deve inviare uno dei due turcopoli nel luogo in cui si è dato l’allarme, per vedere di che si tratta; dopodiché ne deve informare il maresciallo o chi ne fa le veci, in modo che possa dare disposizioni e ordini.
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164 – 168: Della carica


164. Quando il maresciallo lo ritiene opportuno, si fa consegnare, in nome di Dio, il gonfalone dal sotto-maresciallo, e se il maresciallo non lo trattiene, il sotto-maresciallo raggiunge il turcopolerio. Quindi il maresciallo ordina a cinque o sei, fino ad un massimo di dieci fratelli cavalieri di proteggere lui e la bandiera; e questi cavalieri devono sbaragliare il nemico tutt’intorno al gonfalone e dare il meglio di sé senza dividersi o abbandonare la posizione, ma anzi mantenendosi il più vicino possibile al gonfalone in modo da poterlo proteggere se necessario. E gli altri fratelli possono attaccare davanti, di dietro, a sinistra e a destra, ovunque ritengano di poter opprimere il nemico, in modo da poter soccorrere il gonfaloniere ed essere da questo sostenuti, se necessario.
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161 – 163: Dello squadrone


161. Quando i fratelli sono divisi in squadroni, non devono andare da uno squadrone all’altro, né montare a cavallo, o prendere lancia e scudo senza permesso; e quando hanno preso le armi devono disporre gli scudieri con la lancia dinanzi a loro e quelli col cavallo di dietro, a seconda delle istruzioni del maresciallo, o di chi ne fa le veci; e fintantoché sonno nello squadrone nessuno deve volgere indietro il cavallo per combattere o incitare i compagni, né per nessun altro motivo.
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156 – 160: Del mettersi in marcia


156. Quando escono a cavallo, i fratelli non devono far mettere le selle, né caricare l’equipaggiamento, né montare in arcione, né muoversi dal loro posto, fino a che il maresciallo non fa dare l’ordine; ma i picchetti delle tende, le borracce vuote, la scure e le funi da campo e le reti da pesca, possono essere sistemati sul cavallo prima che venga dato l’ordine di muoversi. E se un fratello desidera parlare con il maresciallo deve andare da lui a piedi e, dopo aver conferito con lui, deve tornare al suo posto e non deve abbandonarlo finché non viene dato l’ordine di montare a cavallo e abbandonare l’accampamento.
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148 – 155: Dell’accampamento


148. Quando il gonfaloniere si ferma nel luogo designato, i fratelli devono piantare le tende intorno alla cappella e fuori dalle funi, ciascuno insieme ai propri commilitoni. E dopo aver piantato le tende occorre riporvi l’equipaggiamento; dopodiché ciascun cavaliere individuerà una zona destinata ed accogliere il proprio seguito. Ma nessuno deve prendere posto finché non si levi il grido: <<Signori fratelli, accampatevi, in nome di Dio>>. E finché il maresciallo non abbia preso posto; prima di ciò devono essere piantate solo le tende del maestro, la cappella, la tenda della mensa e la tenda del commendatore della provincia; e se un fratello prende posto senza averne avuto il permesso, il maresciallo può toglierlo e assegnarlo a chi più gli piace. E ognuno deve pendere posto nella cappella, così come in chiesa, ovvero fra la porta e il centro, poiché più avanti darebbe noia al prete, e per tale motivo è proibito. E quando si celebrano le ore, se un fratello si avvede che manca quello che occupa il posto accanto al suo, deve andare a cercarlo.
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137: Statuti del commendatore dei cavalieri


137. In assenza del maresciallo, il commendatore dei cavalieri è alle dipendenze, sia in pace sia in guerra, del commendatore della terra (quando non è presente il maresciallo), ma ha la prerogativa di autorizzare i fratelli a sottoporsi a un salasso, lavarsi e correre a cavallo. E può autorizzare uno dei fratelli a trascorrere una notte fuori dal convento; e in assenza del maresciallo e del commendatore della provincia, può tenere capitolo.

138 – 147: Statuti dei fratelli cavalieri e dei fratelli sergenti


138. Ciascun fratello cavaliere deve avere tre cavalli e uno scudiero; un quarto cavallo e un secondo scudiero possono essere assegnati a discrezione del maestro; ciascun fratello riceve inoltre una eguale razione d’orzo per i suoi cavalli; un usbergo, una calzamaglia di ferro, un elmo, un copricapo di ferro, una spada, uno scudo, una lancia, una mazza turca, degli spallacci, una cotta d’arme, calzature d’armi, e tre coltelli: un pugnale, un coltello per il pane e un temperino. E ancora due gualdrappe, due camicie, due paia di brache, e due paia di calzamaglie; e una piccola cintura di cuoio da allacciare sopra la camicia. E ciascun fratello deve dormire così vestito, a meno che non sia ricoverato nell’infermeria, o abbia ricevuto il permesso dei superiori. E ha diritto a un giustacuore con falde davanti e di dietro, una giubba di pelliccia, due mantelli bianchi, uno dei quali foderato di pelliccia;m e al giungere dell’estate il mantello foderato di pelliccia deve essere restituito al drappiere che deve riporlo nella sartoria.
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132 – 136: Statuti dei fratelli cavalieri: I commendatori delle case del Tempio


132. I cavalieri commendatori delle case devono avere quattro cavalli e due scudieri ciascuno; due dei loro cavalli devono ricevere la stessa razione dei quelli del maestro e gli altri due una razione uguale al resto del convento. Quando i fratelli del convento hanno tre cavalli, essi possono averne quattro; e quando i fratelli del convento hanno due cavali essi possono averne tre. Questi commendatori possono versare cento bisanti al maresciallo, cinquanta bisanti al drappiere, venti bisanti al sotto-maresciallo e dieci all’aiuto-drappiere; ai fratelli del convento un bisante ciascuno, o una cotta, o una camicia, o una casacca, o una pelle di daino o un tessuto di lino.
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130 – 131: Statuti del drappiere


130. Il drappiere dell’Ordine deve avere quattro cavalli, due scudieri e un inservienti per le bestie da soma; un padiglione come quello del maresciallo; una tenda per gli scudieri e un’altra per i sarti, e le bestie da soma devono trasportare, oltre al padiglione, quanto occorre alla sartoria.
Fintantoché resta in carica, il drappiere deve fornire ai fratelli vestiti e biancheria da letto, ad eccezione delle coperte di lana.
Quando giungono abiti dall’Occidente,m il drappiere deve esaminarli, e deve prelevare tutti i doni destinati ai fratelli e consegnarli ad ognuno. Ma si deve assicurare che i fratelli siano vestiti in modo decoroso; e se non lo sono deve richiamarli ed essi devono obbedirgli; poiché dopo il maestro e il maresciallo, il drappiere è la massima autorità del convento.

125 – 129: Statuti dei commendatori delle terre di Tripoli e Antiochia


125. I commendatori delle terre di Tripoli e Antiochia hanno, ciascuno, quattro cavalli e, in luogo di un mulo, un palafreno, un fratello sergente con due cavalli, un diacono con un cavallo, un turcopolo con un cavallo, uno scrivano saraceno con un cavallo e un fante. E all’interno dei loro baliati svolgono, un sua assenza, la funzione del maestro. Dispongono di una tenda circolare, di uno stendardo bicolore e sono accompagnati da un cavaliere, che devono elevare di rango, in modo che sia consentito di viaggiare da una provincia all’altra; e ricevono tanto orzo quanto il maestro. E tutti coloro che risiedono nelle case del Tempio comprese nei loro baliati ricadono sotto la loro autorità, sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra; fintantoché restano in carica possono tenere capitolo in caso di assenza del maestro.
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120 – 124: Statuti del commendatore della città di Gerusalemme


120. Il commendatore della città di Gerusalemme deve avere quattro cavalli, e, al posto di un mulo, un turcomanno o un bel ronzino, due scudieri, un fratello sergente con due cavalli, uno scrivano saraceno con un cavallo e un turcopolo pure con un cavallo; riceve razioni uguali a quelle del maestro e il commendatore dei cavalieri di Gerusalemme ricade sotto la sua autorità.
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110 – 119: Statuti del commendatore della provincia e del regno di Gerusalemme


110.Il commendatore del regno di Gerusalemme dispone di quattro cavalli e di un palafreno in luogo del mulo; ha diritto a due scudieri, un sergente con due cavalcature, un diacono che sappia scrivere, un turcopolo con un cavallo, uno scrivano saraceno con un cavallo e due fanti al pari dei siniscalco; dispone inoltre di una tenda per gli scudieri e di un padiglione come il maresciallo. Suo compagno è il drappiere della casa.
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101 – 109: Statuti del maresciallo del convento del Tempio


101. Il maresciallo deve avere quattro cavalli e due scudieri, e invece del mulo gli viene assegnato un bel turcomanno, e se qualcuno dei fratelli glielo chiede egli può rifiutare di darlo via se non gli aggrada. Ma se dispone di un roncin da combattimento e un fratello glielo chiede deve darglielo. Consegnare lo stallone di un altro fratello. Ha diritto anche a un sergente con un cavallo, al quale se lo desidera può prestare un’altra delle cavalcature della carovana; deve avere un turcopolo con un cavallo, e una tenda a quattro falde, tre aste, due picchetti, più una tenda per gli scudieri e l’equipaggiamento; e deve avere armi e razioni in misura uguale agli altri fratelli del convento. E durante gli spostamenti di ogni genere, è il carro del commendatore del luogo a trasportare la sua tenda, il suo orzo e il suo calderone.
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99 – 100: Statuti del siniscalco


99. Il siniscalco deve avere quattro cavalcature e un palafreno al posto di un mulo; ha diritto a due scudieri, ed è accompagnato da un fratello cavaliere, anch’egli con quattro cavalli e due scudieri; deve disporre inoltre di un sergente con due cavalli, di un diacono che celebri per lui le ore canoniche, un turcopolo con un cavallo, uno scrivano saraceno con un cavallo, e di due fanti, e può portarli tutti con sé. E deve avere un sigillo come il maestro.
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77 – 98: Statuti del maestro


77. Il maestro ha diritto a quattro cavalli, un cappellano, un chierico con tre cavalli, un sergente con due cavalli e un valletto di nobile lignaggio con un cavallo che porta il suo scudo e la sua lancia; se lo desidera il maestro può fare cavaliere il valletto che lo ha servito per un certo periodo; ma ciò non dovrebbe accadere troppo spesso. Ha diritto inoltre a un maniscalco, uno scrivano saraceno, un turcopolo, e un cuoco; e può avere due fanti e un turcomanno4 che deve essere sempre sorvegliato nella carovana. E quando il maestro si reca a cavallo da un luogo all’altro il turcomanno deve essere scortato ad uno scudiero a cavallo; al ritorno del maestro, il turcomanno deve tornare nella carovana e durante i periodi di guerra rimane al suo seguito.

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