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Personaggi

Ruggero da Flor


RUGGERO DA FLOR TEMPLARE O PIRATA?

Autore: G. Scartezzini

Ruggero da Flor nasce a Brindisi da padre di origine tedesca (era maestro falconiere di dell’ imperatore Federico II e avrebbe poi italianizzato il cognome tedesco Blum in “da Flor” ,)

La sua famiglia perde quasi tutto in seguito alla sconfitta di Corradino di Svevia nella battaglia di Tagliacozzo.

Fin d ragazzo frequenta il porto, aiuta i marinai nel carico delle merci …li accompagna nelle osterie e nei bordelli rimanendo affascinato dai racconti di mare. Riesce finalmente ad avere dalla madre il permesso di imbarcarsi su una nave.

L’intelligenza, la buona volontà e la grande capacità di apprendimento fecero del giovane un ottimo marinaio: a quindici anni era il migliore dei mozzi della flotta templare ed a venti, divenuto frate sergente, veniva considerato il più profondo conoscitore della marineria di quei tempi; per questo motivo gli venne affidato il comando della più bella e più moderna nave templare, il Falco o Falcone del Tempio.

Nel 1291 è con la nave all assedio di Acri dove compie la sua prima impresa da “ventura” portando via l’oro dei templari con la scusa di non farlo finire in mano nemica ,accoglie a bordo donne nemiche facendosi pagare il viaggio. Se ne va abbandonando i compagni al massacro e punta a Marsiglia. Questa avventura piratesca gli costa l espulsione dall ordine del Tempio e una denuncia papale. Abbandona il Falcone e decide di prendere una nave piu piccola e ripara a Genova dove alcuni amici gli prestarono il denaro sufficiente per allestire una nave piu piccola l’Olivetta. Con questa nave Ruggero si recò a Messina per mettersi al servizio degli Aragonesi, acerrimi nemici di quegli Angioini che, combattendo Corradino a Tagliacozzo, avevano in qualche modo causato la morte del padre.

Muore così il templare e nasce il pirata; Ruggero iniziò così un lungo periodo di pirateria nel Mediterraneo, durante il quale non mancarono da azioni navali di grande importanza, come la liberazione di Messina assediata dalla flotta angioina di Ruggero Lauria. La Guerra del Vespro, terminò nel 1302. Un nuovo signore da servire fu trovato nell’imperatore Andronico II Paleologo, in guerra contro i Turchi; Ruggero tornava così a combattere gli infedeli, come ai vecchi tempi. Memore delle esperienze militari del Tempio, organizzò un suo esercito personale, fedele, ben pagato, disciplinato e soprattutto altamente addestrato. Nasceva così la prima compagnia di ventura, la Compagnia Catalana, formata da soldati della Linguadoca, di Navarra, di Castiglia, di Aragona e Catalogna, questi ultimi meglio conosciuti come “almogaveri”. Un altro cronista catalano dell’epoca, Bernat Desclot, così li descriveva «Sono uomini che vivono di venture guerresche, fuor dell’abitato, sempre pei monti e pei boschi; battonsi dì e notte coi Saraceni, s’addentrano arditi per le loro terre una o due giornate, bottinando e strappando loro schiavi e robe e quanto possono avere, così campano; menano vita aspra e tanto dura che altri uomini non potriano soffrire, passando talvolta due giorni senza mangiare, se faccia d’uopo, e cibandosi di erbe selvatiche senza averne molestia. E gli “adalili” (le guide), che sono loro condottieri, sono pratici dei paesi e dei sentieri. Vestono soltanto un giubbone o una camicia, sia state, sia verno; alle gambe cingono calzari di cuoio strettissimi, uose di cuoio al piede; ed hanno buona lama pendente, forte cintura stretta alla vita. E hanno tutti una lancia e due giavellotti e uno zaino di cuoio dove serbano il cibo; sono poi fortissimi e assai spediti a correre e inquietare il nemico».

La Compagnia Catalana iniziò subito con una azione poco valorosa, ossia con il massacro dei Genovesi di Costantinopoli, cosa che però fece grande piacere all’imperatore, stanco della loro egemonia commerciale; i mercenari passarono poi in Asia Minore per combattere contro i Selgiuchidi, che vennero sconfitti ad Aulax; a questa prima vittoria ne seguirono altre, inframmezzate da scorrerie ed incursioni, successi che alzarono sempre più le quotazioni di Ruggero: nominato inizialmente “megaduca” dell’impero, divenne in seguito “cesare”, titolo di competenza imperiale, fino ad arrivare a sposare Maria, principessa dei Bulgari e nipote dello stesso imperatore.Si monta la testa sembra piu un messia che uno stratega o un capitano di ventura, sogna un regno tutto per se .Muore invece nel 1305 pugnalato alle spalle durante un banchetto nel palazzo imperiale di Adrianopoli .

Bibliografia:

Enzo Valentini per Edizioni Penne & Papiri

Claudio Rendina I Capitani di Ventura

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